Imprenditore · Giornalista pubblicista
Filantropo · Dirigente ONG internazionali
Presidente CONADI Campania · Direttore Generale Centro Ets
Nato a Torre del Greco (NA) nel 1962. Noto come Mimmo, ha sviluppato nel corso degli anni un profilo che combina attività imprenditoriale internazionale con ruoli dirigenziali nel Terzo Settore e nelle organizzazioni non governative.
Ha operato nei settori dell'informatica, della distribuzione, del commercio al dettaglio, della ristorazione e della cantieristica navale, con attività in Italia, negli Stati Uniti e in Asia.
Sul fronte istituzionale ricopre la carica di Presidente Regionale del CONADI (Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza) con delega ai Rapporti Istituzionali per l'Italia, e quella di Direttore Generale del Centro ETS di Torre del Greco, struttura che gestisce comunità per minori, centri sociali, case rifugio e centri antiviolenza.
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo Nazionale e Internazionale. Titolare di doppia cittadinanza italiana e americana e di passaporto diplomatico. È stato ospite in numerosi programmi televisivi nazionali e protagonista di decine di articoli su testate giornalistiche nazionali e internazionali. Il dettaglio completo di titoli, abilitazioni e riconoscimenti è disponibile nelle sezioni dedicate.

Presidente Regionale CONADI Campania · Delegato ai Rapporti Istituzionali Italia
Direttore Generale Centro ETS Torre del Greco

Sedi operative a Torre del Greco, New York e Hong Kong. Missioni in oltre 140 paesi.

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo. Ospite di programmi televisivi nazionali. Numerosi articoli su testate giornalistiche.

Doppia cittadinanza italiana e americana. Titolare di passaporto diplomatico.
Società attiva nella distribuzione di computer e videogiochi in Italia negli anni Ottanta e Novanta, periodo in cui il settore degli home computer stava trasformando radicalmente le abitudini delle famiglie italiane. Operava con i principali brand internazionali — console, software e accessori — e con una linea di prodotti a marchio proprio MARPES.
Gli anni '80 rappresentano l'epoca d'oro degli home computer in Italia: il Commodore 64, il Sinclair ZX Spectrum e poi l'Amiga entrano nelle case italiane, trasformando un mercato di nicchia in un fenomeno di massa. MARPES Europe si posiziona in questo contesto come operatore specializzato, con una rete di distribuzione capillare e una proposta commerciale che comprende sia prodotti dei principali brand internazionali sia accessori e periferiche a marchio proprio.
Il marchio MARPES identifica una linea di prodotti — joystick, accessori per console, supporti — progettati per rispondere alla domanda crescente di un pubblico che si stava avvicinando per la prima volta al mondo del gaming domestico.
Società di distribuzione di personal computer con sedi a Milano, Bologna e Napoli. Tra i distributori nazionali dei computer Commodore nel mercato italiano ed europeo.
Il Commodore — nelle sue varianti VIC-20, C64, C128 e Amiga — è stato il computer che ha introdotto l'informatica domestica in milioni di case italiane tra il 1982 e la fine degli anni Novanta. EUROMAR opera come nodo distributivo in un mercato in rapida espansione, con tre sedi strategiche nelle principali aree commerciali del paese: Nord (Milano), Centro-Nord (Bologna) e Sud (Napoli).
La struttura a tre sedi consente di servire capillarmente i rivenditori locali in un periodo in cui la grande distribuzione organizzata non era ancora strutturata per gestire prodotti tecnologici e il mercato era presidiato da rivenditori specializzati indipendenti.
Punto vendita specializzato nel giocattolo con sede a Napoli Fuorigrotta. Superficie di oltre 1.000 mq su tre livelli. Tra le strutture di riferimento del settore in Italia negli anni Novanta.
Toys Discount nasce come risposta imprenditoriale all'ingresso nel mercato italiano delle grandi catene internazionali del giocattolo. Quando Toys R Us approda a Napoli con la campagna pubblicitaria "Finalmente Napoli si diverte", Toys Discount risponde con uno slogan diventato parte della memoria collettiva napoletana:
Il punto vendita di Fuorigrotta, con i suoi oltre 1.000 mq distribuiti su tre livelli, è in grado di offrire una selezione paragonabile a quella delle grandi catene internazionali, a prezzi competitivi e con la conoscenza diretta del territorio e del cliente locale. Un modello di retail che anticipa di decenni le strategie della GDO specializzata nel settore giocattolo in Italia.
Società statunitense titolare del marchio Panineria Italiana. Gestisce una rete di locali — lounge bar, wine bar, paninerie e cocktail bar — nella città di New York. Fondata insieme ai figli.
Marchio di ristorazione italiana a New York, parte della galassia Misterbuy Corp. Lounge bar, wine bar, paninerie e cocktail bar che portano l'autentica tradizione gastronomica italiana nel cuore di Manhattan.
Direttore Generale del consorzio che riuniva i cantieri navali storici di Torre del Greco e le società di ormeggi del porto turistico. Ha reso possibile l'organizzazione della fiera nautica Mare in Vetrina nel porto di Torre del Greco con oltre 100.000 visitatori, e le partecipazioni al Salone Nautico Internazionale di Genova e al Nautic Sud della Mostra d'Oltremare di Napoli, grazie a protocolli d'intesa con l'Amministrazione Comunale e gli enti fieristici.
Torre del Greco vanta una delle tradizioni cantieristiche più antiche d'Italia. I cantieri navali del porto torrese — attivi dal XVII secolo, legati storicamente alla pesca del corallo e alla costruzione delle coralline — rappresentano un patrimonio industriale e artigianale unico nel Mediterraneo. Tra i più noti, i Cantieri Palomba, che ha scritto pagine importanti della storia della nautica italiana, tra cui la costruzione del San Giuseppe II, l'imbarcazione della prima spedizione italiana in Antartide nel 1969.
Lo storico Cantiere Navale Di Donato Mattia ha invece contribuito a proiettare Torre del Greco verso il futuro, realizzando la straordinaria ricostruzione delle storiche navi romane del Lago di Nemi e, successivamente, l'MS25, eletto barca dell'anno al Salone di Genova nel 2000: un innovativo scafo a vela in legno lamellare incollato interamente in epossidico, che ha segnato una vera svolta tecnologica nel settore.
È però forse grazie al Consorzio Euromare — fortemente voluto e presieduto dal compianto Mattia Di Donato — che questa tradizione ha trovato nuovo slancio e capacità evolutiva. Nato per rappresentare collettivamente l'intero comparto marittimo torrese, il Consorzio ha saputo aggregare intorno a sé non solo i cantieri navali, ma anche le società di ormeggio e i servizi portuali, dando vita a un sistema integrato capace di coprire l'intera filiera della nautica. Questa visione d'insieme ha permesso di proiettare le eccellenze locali sui palcoscenici fieristici nazionali e internazionali, trasformando un patrimonio artigianale radicato nel territorio in un comparto industriale moderno e competitivo.
Ne è testimonianza la fiera Mare in Vetrina, organizzata da Euromare in più edizioni direttamente nel porto di Torre del Greco, che ha registrato il record di oltre 100.000 visitatori, diventando un appuntamento di riferimento per la nautica campana e la dimostrazione concreta della vitalità di un distretto in continua crescita.
Di fatto e di diritto, i cantieri navali di Torre del Greco sono ancora oggi un punto di riferimento indiscusso e un polo d'innovazione per la costruzione di yacht e natanti da diporto, fedeli a una tradizione secolare ma capaci di guardare sempre avanti.
Nato nel 1992 come Centro Caritas Onlus, su impulso di Mons. Elvio Damoli e di un gruppo di operatori sociali, educatori e volontari mossi da una sola, semplice convinzione: ogni minore in difficoltà ha diritto a una vita migliore. Da quella prima piccola Casa Famiglia — la "Prima Oasi", sei bambini, un appartamento nel cuore di Torre del Greco — è cresciuta in oltre trent'anni una realtà che ha accolto centinaia di ragazzi sottratti al disagio, alla violenza e al rischio di dispersione.
Oggi il Centro ETS — Ente del Terzo Settore — gestisce comunità educative per minori, centri sociali, case rifugio per donne vittime di violenza e centri antiviolenza nel territorio della Città Metropolitana di Napoli. Un presidio silenzioso e tenace, che ogni giorno trasforma le storie più difficili in occasioni di riscatto. Domenico Mimmo Pesce ne è Direttore Generale: un ruolo vissuto non come incarico, ma come missione.
Il primo outlet multisettore in Italia: dal chiodo all'astronave, a prezzi incredibili. Prodotti provenienti da stock di fallimenti, grande distribuzione, resi Amazon, elettrodomestici con lievi difetti estetici.
Un'idea commerciale innovativa e futuristica per i tempi: un format di vendita che anticipava di decenni il modello dell'outlet discount e dell'economia circolare applicata alla grande distribuzione. A riprova della lungimiranza e dell'intuito commerciale di Domenico Mimmo Pesce nel leggere le tendenze del mercato prima che diventassero mainstream.
Titolare di doppia cittadinanza italiana e statunitense. Nato a Torre del Greco (NA), con residenza operativa anche a New York.
Titolare di passaporto diplomatico, a conferma del ruolo di rappresentanza istituzionale ricoperto in ambito internazionale.
Percorso accademico orientato alla pedagogia, alla psicologia dello sviluppo e ai servizi per l'infanzia e l'adolescenza.
Percorso di studi in Economia completato integralmente. Manca esclusivamente la discussione della tesi di laurea a breve.
Specializzazione nella gestione delle emergenze durante eventi catastrofici e di Protezione Civile.
Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza.
Delegato ai Rapporti Istituzionali Italia. In carica.
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti.
Iscritto all'Albo Internazionale Stampa.
Membro dell'Accademia di Sicilia. Incarico di Presidente del Dipartimento Imprese e Sviluppo dell'Accademia di Sicilia.
Corso cultura aeronautica e di volo a vela presso l'Aeronautica Militare Italiana.
Patente Nautica per la conduzione di navi da diporto oltre 24m senza limiti dalla costa in acque nazionali e internazionali.
Abilitazione alla radiotelefonìa per navigazione marittima.
Patente di guida rilasciata dallo Stato di New York.
Abilitazione alla navigazione da diporto rilasciata dallo Stato della Florida.
Patente di guida internazionale valida nei principali paesi del mondo.
Certificazione professionale di immersione subacquea
PADI — livello Divemaster.
Incarico di Osservatore Civico conferito dalla SMA Regione Campania.
Investitura cavalleresca nell'Ordine De Molay.
Iscrizione all'Albo professionale della Regione Campania.
Titolo Professionale certificato dalla Regione Campania.
Titolo Professionale certificato dalla Regione Campania.
Certificato abilitante alle funzioni di sicurezza in contesti di eventi pubblici e spettacoli.
Certificato abilitante agli interventi di primo soccorso in ambienti di lavoro e eventi pubblici.
Certificato abilitante per prevenzione incendi e gestione delle emergenze in ambienti di lavoro.
Certificato abilitante alla formazione per lavoratori in ambienti ad elevato rischio professionale.
Premio ai Figli d'Arte di Napoli conferito nel 2015 con la motivazione: Per l'Amore e l'impegno costante nel dedicare la propria vita in favore della Pace e del Benessere di tutti i Bambini del Mondo.
Riconoscimento conferito nel 2015 per aver contribuito a portare in alto il nome di Napoli e della Campania a livello nazionale e internazionale celebrando il talento e sostenendo al contempo la ricerca scientifica.
Riconoscimento per il contributo allo sviluppo economico, sociale e culturale del Mezzogiorno d'Italia.
Riconoscimento per l'impegno nella difesa dei diritti e nella promozione della cultura napoletana.
Conferito nel 2017 per il costante impegno profuso nella promozione e nell’attuazione dei più nobili ideali e valori della vita, attraverso concrete azioni di crescita umana, sociale e culturale.
Conferito nel 2017 per gli impegni compiuti nell'ambito del volontariato, del sociale, della cultura e umanitario ispirandosi ai nobili valori della vita dei cavalieri templari.
Riconoscimento per aver messo in risalto ciò che di buono caratterizza il territorio e come sprono a proseguire nell' onorevole opera di tutela dell'Infanzia
.
conferito nel 2021 per l'impegno nella solidarietà sociale e nella cooperazione internazionale dalla Universum International Academy Switzerland.
Domenico Mimmo Pesce ha preso parte come ospite a trasmissioni televisive di rilievo nazionale e le sue iniziative imprenditoriali, sociali e umanitarie sono state oggetto di articoli su testate giornalistiche italiane.
Di seguito una selezione delle principali presenze mediatiche.
Intervista esclusiva con Monica Maggioni per lo Speciale TG1 RAI del 17 marzo 2022.
Ospite nella storica trasmissione di Bruno Vespa insieme al trio Il Volo il 4 marzo 2015.
Intervista puntata del 26 marzo 2022
Vari servizio e interviste su tematiche sociali e umanitarie.
Servizio ed intervista su tematiche imprenditoriali nel programma di storie e testimonianze.
Varie interviste e servizi.
Intervista con Mirta Merlino per la trasmissione Aria che Tira su LA7 del 9 giugno 2020.
Partecipazione a trasmissioni di approfondimento su LA7.
Intervista Stelle e Sorrisi Gran Premio Agnano.
Vari Servizii e interviste.
Varie Interviste e servizi — Ospite in vari programmi.
Vari Servizi e approfondimenti su iniziative territoriali.
Intervista trasmissione Rapporto Napoli puntata del 17 marzo 2022
Varie Interviste e servizi su iniziative sociali.
Vari Reportage e interviste.
Vari Servizi televisivi.
Servizio e reportage televisivo.
Vari Servizi su eventi organizzati.
Vari Servizi su attività e iniziative locali.
Ospite opinionista nella puntata del 29 gennaio 2016
Vari Articolo su iniziative imprenditoriali e sociali.
Vari Articoli e servizio web.
Rivista VISTO, 18 agosto 2021, Servizio a pagina 74.
Vari Articoli su iniziative locali e istituzionali.
Articolo su attività economiche e sociali.
Articolo su attività locali e iniziative sociali.
Vari Articoli ed interviste.
Articolo e intervista su tematiche meridionali e diaspora italiana.
Intervista istituzionale a pagina intera.
Intervista su tematiche del Mezzogiorno.
Articolo su attività nel territorio vesuviano.
Articolo e intervista.
Articolo online.
Articolo su iniziative sociali e imprenditoriali.
Vari Articoli online.
Articolo e intervista.
Vari Articoli online.
Articolo online.
Articolo locale.
Articolo di approfondimento su evento solidarietà
Vari Articoli online su iniziative sociali.
Vari articoli ed interviste.
Vari Articoli ed interviste.
Vari Articoli redazionali.
Fare il bene senza rumore, perché il rumore fa male al bene.
"Nessun bambino sceglie il colore della pelle,
Nessun bambino sceglie i genitori,
Nessun bambino sceglie il posto dove nascere: è tutto frutto del caso e della fortuna.
È nostro obbligo aiutarli tutti a crescere sani, istruiti e con un futuro roseo.
Sino a quando ci sarà qualcuno in difficoltà, abbiamo il dovere morale di provare ad aiutarlo — perché tutti hanno diritto a una vita migliore.
"Lo strabismo umanitario è quello che dobbiamo avere tutti: per poter aiutare i bambini della porta accanto, ma anche quelli di mondi lontani.
"Ritratti e immagini in alta risoluzione disponibili per uso editoriale.
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Utilizzando queste immagini, esclusivamente per fini leciti, accetti di citare la fonte e di inviare una copia dell'eventuale articolo a: press@mimmopesce.it
Il Sogno Adolescenziale divenuto realtà.
Praticato con continuità.
La Grande Passione.
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La stagione 2000-2001 rappresentò uno dei punti più drammatici della storia della F.C. Turris 1944. I corallini persero i play-out contro il Tricase in circostanze che lasciarono sgomenta un'intera città: un clamoroso "autogol" del portiere corallino all'89° minuto sancì una retrocessione che fece esplodere polemiche, sospetti e verifiche da parte dell'Ufficio Indagini della FIGC, anche alla luce delle voci di presunte combine della dirigenza dell'epoca che avrebbero favorito la Cavese in cambio di presunti aiuti economici.
Dietro il tracollo sportivo si nascondeva però una situazione societaria ben più grave, anzi terrificante. La Turris era ormai schiacciata da una crisi finanziaria devastante e da una lunga serie di vicende giudiziarie che ne avevano compromesso credibilità e stabilità: presunte truffe assicurative, fideiussioni risultate irregolari, esposizioni debitorie enormi e perfino la scomparsa dei fondi destinati al fine carriera dei calciatori. Il rischio concreto era quello di vedere sparire definitivamente uno dei club più storici del calcio campano. In quegli anni il nome di Antonino Pane aleggiava come simbolo di una stagione oscura del calcio meridionale: dopo le vicende legate a Savoia e Sorrento, mai iscritte ai campionati sotto la sua gestione, tentò perfino di acquistare la Sampdoria, salvo poi essere successivamente condannato a sei anni di carcere.
Fu in quel clima di totale sfiducia che Mimmo Pesce, con spirito di sacrificio ed amore per la città, accettò la Presidenza della Turris su fortissime pressioni della tifoseria e degli amministratori pubblici locali. La sua non fu una scelta dettata da ambizioni sportive o dalla ricerca del consenso immediato. L'obiettivo era molto più complesso e delicato: evitare la morte istituzionale della società, preservare il titolo sportivo, mantenere aperti i rapporti con Lega Calcio, FIGC e Covisoc che ritenevano la Turris "un morto che gira per obitori da anni" e accompagnare il blasone Turris verso una transizione pulita e credibile.
Mentre gran parte dei tifosi sognava e pretendeva una pronta rinascita sul campo, il lavoro della Presidenza Pesce si concentrò soprattutto dietro le quinte. Risorse economiche importanti vennero destinate non all'acquisto di calciatori o a campagne faraoniche, ma al risanamento delle pendenze lasciate dalle precedenti gestioni: spettanze arretrate verso Lega e Federazione, ricostruzione dei rapporti con gli organismi di controllo e soprattutto la difficile vicenda del Fondo Fine Carriera dei calciatori, i cui capitali risultavano misteriosamente svaniti.
Benchè la gestione Pesce fù sempre e solo a titolo gratuito per la tifoseria — sin dal primo momento non furono mai venduti abbonamenti e biglietti, e la tifoseria assisteva alle partite con ingresso libero allo stadio — le contestazioni non mancarono. Una parte della tifoseria giudicava esclusivamente i risultati sportivi, senza comprendere fino in fondo la profondità della crisi societaria che il club stava attraversando. Ma la missione era un'altra: salvare la storia e il patrimonio identitario della Turris prima ancora della categoria.
Quella missione venne portata a termine nel 2003, quando si riuscì a creare una nuova realtà societaria finalmente sana, priva di debiti e di "scheletri nell'armadio", pronta a ripartire da zero. A guidare il nuovo corso fu il compianto Giovanni Maranello, protagonista della rinascita corallina insieme a un gruppo di imprenditori locali che rilevarono il titolo sportivo del Gaudianum di Qualiano, dando vita alla nuova era della Turris.
«Quando una squadra è nel cuore di una città, non puoi lasciarla morire.»
Nel 2018 il nome di Domenico Pesce finì improvvisamente travolto da una vicenda giudiziaria tanto clamorosa quanto controversa. Un'inchiesta costruita attorno alle dichiarazioni di un presunto collaboratore di giustizia — personaggio noto negli ambienti cittadini con il soprannome di "Juke Box", per la sua fama di raccontare qualsiasi versione dei fatti a seconda dell'interlocutore e dell'interesse personale — diede origine ad accuse pesantissime legate a un presunto scambio di inesistenti pacchi alimentari UNICEF in cambio di voti elettorali.
Una tesi accusatoria che, sin dall'inizio, apparve surreale sotto diversi aspetti. In Italia, infatti, non è mai esistito alcun "pacco alimentare Unicef". Inoltre, elemento non secondario, Pesce non risultava nemmeno mai candidato ad alcuna competizione elettorale. Eppure bastò l'eco mediatico dell'inchiesta per trasformarlo, nel giro di poche ore, nel "mostro" perfetto da esporre in prima pagina.
Da allora sono trascorsi oltre otto anni. Il processo di primo grado è ancora in corso e, udienza dopo udienza, il quadro emerso in aula ha assunto contorni ben diversi rispetto alla narrazione iniziale. Decine di testimoni — sia dell'accusa che della difesa — si sono succeduti davanti al Tribunale, molti dei quali concordi nel ridimensionare o addirittura smentire le dichiarazioni del presunto pentito. Una figura che, secondo quanto emerso nel dibattimento, avrebbe evitato più volte il confronto diretto con l'aula, fino a un episodio che ha lasciato increduli gli stessi presenti: la "fuga" e l'allontanamento dall'interno del Tribunale pur essendo accompagnato dai militari dell'Arma su disposizione dell'autorità giudiziaria. Non si tratta peraltro di una valutazione isolata: la Corte di Cassazione, ed altre sezioni di Tribunali, in varie e distinte vicende giudiziarie di terzi, avevano già ritenuto questo stesso soggetto non credibile e inaffidabile come fonte testimoniale — un dato di fatto processuale che avrebbe dovuto, quantomeno, imporre maggiore cautela prima di costruire un'inchiesta interamente sulle sue parole.
Elemento spesso ignorato dalla narrazione mediatica: già in sede di udienza preliminare, il GIP rifiutò di adottare provvedimenti restrittivi nei confronti di Pesce, limitandosi a disporre il divieto di dimora nel comune interessato — una misura alla quale Pesce si conformò allontanandosi di pochi chilometri. Ma ancor più significativo fu quanto accadde successivamente: il Tribunale del Riesame annullò per ben due volte l'ordinanza di divieto di dimora. Una doppia bocciatura da parte dell'organo deputato al controllo sulle misure cautelari — un segnale giudiziario di rilievo che, tuttavia, non trovò il medesimo spazio sui giornali che avevano amplificato le accuse.
Nel frattempo, però, il danno umano e reputazionale era ormai compiuto. Per una parte dell'informazione, il principio di presunzione d'innocenza sembrò dissolversi davanti alla spettacolarizzazione dell'inchiesta. Pochi approfondimenti, pochissime verifiche, nessuna reale analisi delle incongruenze emerse già nelle prime fasi. Il nome di Pesce venne associato mediaticamente a un sistema clientelare che, non sarebbe mai esistito.
Tra gli aspetti più dolorosi della vicenda vi fu anche il rapporto con UNICEF Italia, organizzazione della quale Pesce era considerato un esponente apicale stimato. Subito dopo la notifica dell'avviso di garanzia, fu lui stesso ad autosospendersi dagli incarichi per tutelare l'istituzione. Ma l'eco mediatico travolse anche quei rapporti: un'organizzazione nata per tutelare i diritti si trovò a dover proteggere innanzitutto se stessa dal fango di una stagione già difficile. UNICEF Italia era stata infatti recentemente colpita da due vicende che ne avevano già offuscato l'immagine — il noto scandalo del "cognato di Renzi", o quello del vicedirettore Justin Forsyth, accusato di molestie sulle dipendenti e, ancor più gravemente, la nomina a Presidente Nazionale di un soggetto coinvolto per truffa e peculato in un inchiesta del Procuratore Nicola Gratteri condannato e poi "salvato" da una sentenza della Cassazione che cancello la punibilità, solo per i banchieri pubblici, del reato di peculato.
In quel clima, prendere le distanze da Pesce fu una scelta ed un tentativo di pura autotutela reputazionale del brand Unicef con la radiazione dalla carica post autosospensione, primo caso al mondo, tra l'altro ritenuto infondato nelle fantasiose motivazioni ed illegittimo giuridicamente secondo autorevoli pareri legali e che fu causa delle dimissioni di molti altri presidenti territoriali e volontari, solidali con Pesce, che fondarono il CONADI ma questa è tutta un altra bellissima storia.
Eppure la storia Unicef non finì lì. Col passare del tempo e l'avanzare del dibattimento, proprio alcuni vertici e rappresentanti nazionali di UNICEF Italia comparvero in aula per testimoniare in favore di Pesce, contribuendo a delineare un quadro profondamente diverso rispetto a quello sbattuto in prima pagina nelle settimane più incandescenti dell'inchiesta.
Oggi, dopo anni di udienze, rinvii e sofferenza personale, Domenico Pesce continua ad attendere il verdetto definitivo del Tribunale. Non soltanto per sentirsi riconoscere di "non aver commesso il fatto", ma — come ripete da tempo chi gli è vicino — perché quel fatto, non sarebbe mai esistito neppure nella più assurda delle ipotesi immaginabili.
«Credo nella Giustizia — quella con la G maiuscola — non in quella delle spettacolarizzazioni per avere visibilità o per interessi personali. Per questo attendo che venga accertata semplicemente la verità.»
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